mercoledì 31 ottobre 2007

-I ragazzi che si amano-


I ragazzi che si amano si baciano in piedi


Contro le porte della notte


E i passanti che passano li segnano a dito


Ma i ragazzi che si amano


Non ci sono per nessuno


Ed è la loro ombra soltanto


Che trema nella notte


Stimolando la rabbia dei passanti


La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia


I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno


Essi sono altrove molto più lontano della notte


Molto più in alto del giorno


Nell'abbagliante splendore del loro primo amore...

PABLO NERUDA - IL TUO SORRISO -

Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l' aria, manon togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa, la lancia che sgrani, l' acqua che d' improvviso scoppia nella tua gioia, la repentina onda d' argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno con gli occhi stanchi, a volte, d' aver visto la terra che non cambia, ma entrando il tuo sorriso sale al cielo cercandomi ed apre per me tutte le porte della vita.
Amor mio, nell' ora più oscura sgrana il tuo sorriso, e se d' improvviso vedi che il mio sange macchinale pietre della strada, ridi, perchè il tuo riso sarà per le mie mani come una spada fresca.
Vicino al mare, d' autunno, il tuo riso deve innalzare la sua cascata di spuma, e in primavera, amore, voglio il tuo riso come il fiore che attendevo, il fiore azzurro, la rosadella mia patria sonora.
Riditela della notte, del giorno, delle strade contorte dell' isola, riditela di questo rozzo ragazzo che ti ama, ma quando apro gli occhi e quando li richiudo, quando i miei passi vanno, quando tornano i miei passi, negami il pane, l' aria, la luce, la primavera, ma il tuo sorriso mai,
perchè io ne morrei.

PABLO NERUDA


BIOGRAFIA
Pablo Neruda è lo pseudonimo che Neftalì Ricardo Reyes scelse in onore del poeta cecoslovacco Jan Neruda (1834-1891)cantore della povera gente. Egli nacque a Parral nel 1904, da famiglia modesta che trascorse l'infanzia scontrosa nel piovoso, malinconico e selvaggio sud del Cile; frequentò le scuole fino al liceo nella cittadina di Temuco e poi l'Università a Santiago.Dal 1926 al 43 girò il mondo come rappresentante diplomatico del suo paese, nel'36-37 visse l'esperienza della guerra civile spagnola non soltanto da spettatore interessato. L'incontro o meglio la scoperta della Spagna fu per Pablo Neruda un fatto di estrema importanza. Come scrisse su di lui Dario Puccini: "Uno di quei salti dialettici grazie ai quali la storia esterna diviene storia personale, la vita degli altri vita propria, il dolore del mondo sentimento radicato" .Neruda, favorito dalle circostanze, mise un pur lieve scompiglio nella letteratura spagnola facendosi paladino della "poesia impura" opponendosi alla linea purista di Juan Ramon Ramirez. Allora la sua influenza non fu preponderante ma si fece sentire più tardi e ancora perdura in qualche modo presso le generazioni intermedie e recenti.Dopo aver subito il fascino dell'incontro con la poesia spagnola, il poeta cileno venne travolto nell'appassionata vicenda della guerra civile: prese subito posizione a favore della Repubblica aggredita; fu scosso dalla tremenda fucilazione di Lorca e con Cesar Vallejo, un poeta peruviano, fondò il Gruppo ispano-americano d'aiuto alla Spagna. La guerra civile determinò un mutamento profondo nell'animo, nelle convinzioni, nella cultura, nella poesia del poeta. La sua fu una vera e propria conversione al prossimo e la sua poesia divenne quella dell'uomo con gli uomini cioè una poesia sociale e di lotta politica, di adesione e di repulsione rispetto al prossimo, di sostegno e di esacrazione, di speranza e di rabbia: d'azione"E quando cessata la guerra civile e sconfitte le armi repubblicane tanti spagnoli furono costretti all'esilio o morirono fucilati o in carcere quel "legame materno" con la Spagna si fece per Pablo drammatico e fu come una goccia di sangue che rimase indelebile. Se uno dei sentimenti più forti dell'anima moderna è quello di un continuo e cocente esilio di una imprecisata perdita esistenziale, la Spagna è stata per Neruda quella perdita, quell'esilio:Un vuoto angoscioso e accorato che si ripercuote nel suo virile grido di poeta dal lontano '39 a oggiNel 1944 tornato in Cile s'iscrisse al partito comunista cileno e venne eletto senatore.Dal '48 al 52 fu perseguitato e costretto all'esilio per la sua presa di posizione contro il neodittatore Gonzalez Videla; così tornò a viaggiare per il mondo.Nel 1971 guadagna il premio nobel per la letteratura, nel 1973 torna in Cile e in quello stesso anno muore a Santiago subito dopo il colpo di Stato del generale Pinochet

LA POESIA... per me la poesia è sogno...la poesia riesce a farti entrare in un mondo a parte...in un mondo tutto tuo... è l’armonia, è il suono che generano le parole quando s’incontrano, quando si intrecciano, quando riescono a toglierti il respiro, a farti volare con la mente...la poesia non si può spiegare...non esistono parole talmente efficaci per parlare di poesia...è un qualcosa che ti sale dentro quando la leggi, qualcosa che ti si smuove all'interno del cuore, del cervello...inizi a pensare... a riflettere su quello che è stato e su quello che non può più essere... si è sempre alla ricerca di qualcosa, di qualcuno... solo riflettendo si riesce veramente a capire ciò che è vero... ciò che nella vita è puro... è difficile da trovare ma la poesia se veramente poesia è, riesce ad aprire le menti, il cuore.La poesia riesce a farti avvicinare a tutto ciò che non capisci, tutto ciò che vedi ignoto, lontano da te, dal tuo modo di essere, dai tuoi pensieri...semplicemente aprendoti la mente, alcune aree del tuo cervello che pensavi chiuse, chiuse per sempre...ma nessuno potrà mai spiegare la poesia...certo si può provare, ma la poesia non sarà mai totalmente compresa... non esistono parole talmente efficaci che riescano a spiegarla... è per questo che la poesia non tramonterà mai...
...la poesia è semplicemente poesia...

mercoledì 24 ottobre 2007

_Senza di te_


Non posso esistere senza di te.

Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:

la mia vita sembra che si arresti lì, non vedo più avanti.

Mi hai assorbito.

In questo momento ho la sensazione come di dissolvermi:

sarei estremamente triste senza la speranza di rivederti presto.

Avrei paura a staccarmi da te.

Mi hai rapito via l'anima con un potere cui non posso resistere;

eppure potei resistere finché non ti vidi;

e anche dopo averti veduta

mi sforzai spesso di ragionare

contro le ragioni del mio amore.

Ora non ne sono più capace.

Sarebbe una pena troppo grande.

Il mio amore è egoista.

Non posso respirare senza di te.





~ John Keats ~